MATRICI – Dal segno all’opera
Quando un oggetto nato per trasformare la materia incontra nuovi sguardi
Ci sono oggetti dei quali pensiamo di conoscere perfettamente la funzione. Hanno una forma precisa, sono stati progettati per uno scopo e appartengono a un mondo fatto di tecnica, esperienza e lavoro. Poi accade un incontro e quello stesso oggetto può cominciare a raccontare una storia completamente diversa.
È quello che è successo con MATRICI – Dal segno all’opera, il nuovo progetto nato dall’incontro tra Brevetti Montolit e Agorà 97.
Montolit ha affidato dieci dei propri tagliapiastrelle agli artisti di Agorà 97. Strumenti profondamente legati alla storia dell’azienda sono diventati superfici da esplorare e trasformare attraverso segni, colori, ritmi e ripetizioni. C’è qualcosa di particolarmente suggestivo in questo passaggio: un oggetto nato per trasformare la materia, questa volta, accetta di essere trasformato.
Ma le dieci opere che vediamo oggi sono soltanto il punto di arrivo di un percorso più lungo. Prima ci sono state le prove, i tentativi, le variazioni, le scelte. Ogni artista ha lavorato alla ricerca di forme e composizioni proprie, fino a riconoscere quella capace di rappresentare più da vicino il proprio modo di vedere e interpretare una superficie. Il risultato, quindi, non nasce dall’applicazione di un semplice elemento decorativo, ma da un processo personale di ricerca ed espressione. Un percorso accompagnato dallo staff educativo di Agorà 97 e curato, nella progettazione artistica, da Silvia Corti.
Ed è forse proprio qui che MATRICI racconta qualcosa che va oltre le opere stesse.
Quando parliamo di persone con disabilità, troppo spesso lo sguardo si ferma su ciò che manca, sul bisogno di assistenza o sulle difficoltà. Esperienze come questa ci invitano invece a spostare lo sguardo sulla persona: sulla possibilità di scegliere, sperimentare, esprimersi e portare nel mondo qualcosa che prima non c’era.
Per Agorà 97 questo significa parlare concretamente di partecipazione e di progetto di vita. La cura è fondamentale, ma una vita piena è fatta anche di relazioni, esperienze, cultura, creatività, occasioni di incontro e possibilità di essere parte attiva della propria comunità. MATRICI rappresenta una di queste occasioni: ciò che nasce all’interno di un percorso individuale supera i confini delle nostre Case, incontra un’impresa, entra in relazione con il territorio e si prepara a incontrare nuovi sguardi. È la stessa visione che Agorà 97 porta avanti nei propri servizi, mettendo al centro la persona con la sua storia, le sue capacità, i suoi bisogni e le sue possibilità.
Anche l’incontro con Montolit non nasce oggi. Nel 2024 l’azienda aveva già scelto di essere accanto ad Agorà 97 attraverso un progetto di volontariato d’impresa, mettendo a disposizione 200 ore di lavoro dei propri dipendenti e contribuendo alla realizzazione di uno spazio destinato a un laboratorio. Con MATRICI quella relazione continua, ma prende una strada nuova.
E lo fa in un anno particolare per Brevetti Montolit, che nel 2026 celebra ottant’anni di attività. Un’azienda che ha costruito la propria storia sulla capacità di progettare strumenti per lavorare e trasformare la materia ha scelto di mettere uno dei suoi oggetti più rappresentativi nelle mani di altri, lasciando che fosse interpretato liberamente e diventasse qualcosa di diverso.
Da questo incontro sono nate dieci opere, diverse l’una dall’altra perché diversi sono gli sguardi che le hanno generate. In ciascuna rimane visibile una scelta, un gesto, un ritmo personale. E forse il valore più bello di MATRICI è proprio qui: non cercare di rendere uguali linguaggi differenti, ma lasciare a ciascuno lo spazio per esprimere il proprio.
La storia, però, non termina con la realizzazione delle opere. MATRICI è stato pensato per uscire, incontrare persone e continuare a generare relazioni. Le dieci opere saranno infatti protagoniste di un’asta, che si svolgerà su eBay, il cui ricavato andrà a sostenere i progetti di Agorà 97.
Chi porterà con sé una di queste opere non sceglierà quindi soltanto un oggetto unico. Porterà con sé una piccola parte della storia che lo ha generato: l’incontro tra un’impresa e una cooperativa sociale, il lavoro degli artisti e degli educatori, le prove, le scelte, i colori e soprattutto dieci modi differenti di guardare la stessa cosa e immaginare che possa diventare altro.
Perché, in fondo, MATRICI nasce proprio da qui: dalla possibilità di trasformare una superficie lasciando un segno. E dalla convinzione che ogni persona debba avere lo spazio e l’opportunità per lasciare il proprio.
